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Corsico: un sottopasso ciclopedonale al posto del cantiere

Tutta la storia del sottopasso ciclopedonale che sorge in via Molinetto di Lorenteggio. Nato nell'ambito del raddoppio della linea ferroviaria Milano–Mortara mai avvenuto oggi è un corridoio lilla che ha sostituito un'area di parcheggio e che è diventata simbolo di una protesta mai ascoltata

avvisoI lavori per la costruzione di un sottopassaggio ciclopedonale in via Molinetto di Lorenteggio, al confine tra i comuni di Milano e Corsico, hanno avuto inizio con l’affissione di questo avviso.

Tali lavori, realizzati dalla società SACAIM, sono stati eseguiti in relazione con la richiesta di raddoppio della linea ferroviaria Milano–Mortara che furono sospesi il 2 Maggio 2008 dal Ministero dell’Ambiente perché iniziati senza verifica di conformità dell’opera al decreto VIA. La situazione che si era venuta a creare era stata definita dai giornalisti la “piccola Val di Susa”, con i lavori relativi al raddoppio ferroviario in ritardo di 30 anni.

La Milano–Mortara richiede un potenziamento, e su questo punto tutti sono d’accordo ma, se a Milano il raddoppio non ha impatti, a Corsico la “strozzatura” ad un unico binario che sorge a ridosso di case e strade complica la situazione.

interrareInoltre, il raddoppio incrementerà sensibilmente il numero dei treni in transito portando le corse diurne da 40 a 160 e, i treni merci che prima si fermavano alle 23.00, a 40. A Corsico, il comitato di quartiere di via Copernico ha richiesto l’interramento dei binari.

L'idea del Comune sarebbe quella di realizzare barriere antirumore 'praticabili' dalle biciclette. L'obiettivo è coniugare la necessità di contenimento delle onde sonore e l'obbligo di fare in modo che le barriere non costituiscano un muro che divida in due Corsico.

A ciò si è aggiunto che nel 2008, il Ministero ha ordinato di fermare i lavori in relazione alle numerose irregolarità da parte d’Italferr, ma quest’ultima ha proseguito.

In seguito a quest’affronto, i cittadini di Corsico sono scesi in campo occupando i binari e causando la  “guerra” pendolari-residenti.
Se gli ultimi hanno il diritto di protestare, i pendolari della linea Mi–Mo sono in attesa da decenni di un raddoppio che consenta di viaggiare in condizioni dignitose e senza eccessivi ritardi imputabili alla “strozzatura” ad un unico binario.

La costruzione del sottopasso si è resa necessaria poiché l’uso di un passaggio a livello in cui sarebbero passati più di 200 treni al giorno non era sicuramente una proposta funzionale.

Il sottopasso insiste prevalentemente nel Comune di Milano e interessa un’area pertinente a parcheggi ormai cancellati. E’ stato spesso sottolineato che il tracciato del sottopasso ciclopedonale non fosse conforme al progetto iniziale.

Inoltre, nell’area del cantiere, non fu mai esposta l’indicazione prescritta dell’opera, delle autorizzazioni e dei responsabili. Proprio in relazione a queste irregolarità, fu chiesto al Presidente di zona sei di attivarsi tramite i settori competenti del comune di Milano, gli assessorati Viabilità e Traffico e Lavori Pubblici, al fine di ottenere la documentazione necessaria per espletare i controlli e la regolarità dei lavori.

A distanza di un anno, al posto del cantiere, sorge un sottopassaggio ciclopedonale che collega via Molinetto di Lorenteggio al Naviglio Grande.  Un lungo corridoio lilla accompagna pedoni e ciclisti dalla protesta fino al Naviglio.

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